Doverosa avvertenza.

Questo sono io: l'autore dei dialoghi, nonché uno dei due personaggi ricorrenti.
Questo non sono io. Perché ci sia un dialogo, deve per forza esserci un altro personaggio: il personaggio in grassetto è l'altro. Di volta in volta cambia la sua identità: può rappresentare persone concrete o concetti astratti; uno sconosciuto in un brano, un grande amico in un altro, una semplice idea in un altro ancora.
Ogni pezzo rispecchia ciò che maggiormente occupa i miei pensieri nel momento in cui viene scritto - o nei giorni immediatamente precedenti.
Fanno eccezione le conversazioni di
Ipotalamo ed Epididimo, piccole disquisizioni slegate dal contesto soggettivo e vagamente ispirate a dialoghi ben più celebri.
La pubblicazione avviene secondo scadenze fisse.

sabato, 21 novembre 2009
Cosa stai facendo?
(Inspira profondamente) Mi alleno (espira profondamente).
Ti alleni per cosa?
(Inspira profondamente) Apnea (espira profondamente).
Ah. La pratichi da molto?
(Inspira profondamente) Neanche troppo. (Espira profondamente) Sei mesi massimo.
In quale categoria?
(Inspira profondamente) Assetto variabile. (Espira profondamente) Non regolamentato.
Ha bisogno di una preparazione immensa, immagino.
(Inspira profondamente) Più del solito. (Espira profondamente)
Cambio specialità.
Non hai ancora cominciato e già cambi...
(Inspira profondamente
Ho una gara seria. (Espira profondamente) Assetto costante.
E vale la pena di fare tutto questo sforzo?
(Inspira profondamente) Vedremo (espira profondamente).
Scrivi dialoghi anche in apnea?
(Inspira profondamente) Soprattutto in apnea (espira profondamente).

postato da: MrCaesar alle ore 11:23 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 11 novembre 2009
È che non... non... proprio non so come spiegarlo.
Provaci.
Vedi, non è semplice. Ricomincio da capo.
Mi stavi dicendo che ultimamente hai una difficoltà.
Esatto. Ho notato di recente che non riesco ad esprimermi facilmente. Intendo, ho un concetto in mente (abbastanza chiaro, credo), e poi... (Pausa) cioè, provo a spiegarlo a parole, ma a un certo punto... (Pausa) non è che perdo il filo del discorso, semplicemente... (Pausa) è come se mi mancassero le parole per esprimerlo. Però le so, le ho, è solo che non... non escono.
Un po' come ti sta succedendo adesso?
Bravo, più o meno.
Forse è perché non hai perfettamente a fuoco ciò di cui vuoi parlare. Ti capita con i concetti astratti o anche con argomenti di tutti i giorni?
Non saprei, capita in momenti assolutamente casuali. No, secondo me la spiegazione è un'altra. Forse ho troppo chiaro quello che voglio dire, però... (Pausa) è un po' come se avessi la visione completa, totale e simultanea del... (Pausa) percui non mi vengono in mente troppe parole per descrivere... no, non descrivere, aspetta... (Pausa) beh, sì, le parole mi vengono in mente, quindi comincio a parlare, continuo per un po'... (Pausa) e poi capita che mi blocco e non riesco a ripartire... (Lunga pausa) Hai presente un imbuto? Pensa a un imbuto, ci versi dentro delle biglie, però ne metti troppe: cominciano ad uscire, ma ad un certo punto si intasa... (Pausa) Mi succede una cosa simile, capisci?
Sì, devi fermarti ogni tanto per rimescolarle e farle uscire. (Scuote la testa) Tu sei completamente pazzo.
(Ride) Lo deduci da questo?
Anche dal fatto che continui a scrivere dialoghi. Perché, poi?
Almeno lì riesco a conversare senza interrompere le frasi a metà.
postato da: MrCaesar alle ore 22:03 | Permalink | commenti
categoria:linguaggio
domenica, 01 novembre 2009

Sono qui, parliamo.
(Divertito) Ah ah ah...
Perché ridi?
Perché non ho niente da dirti.
Scusa, mi hai chiesto tu se potevamo vederci per parlare.
Verissimo.
E adesso scopro che non vuoi parlare?
Scopri che non sono io quello che deve parlare, oggi.
Non capisco.
Dimmi tutto, ti ascolto.
(Pausa, poi realizza)
Ah.

Breve silenzio.

Sono spiazzato.
Comprensibile. Generalmente il personaggio in grassetto è quello che ascolta i miei problemi e i miei sfoghi, ma questo non significa che egli stesso - che tu stesso non abbia i tuoi. Oggi mi metto a tua disposizione, sfogati pure.

Silenzio.

È difficile.
Lo so. Prenditi tutto il tempo che ti serve.
Però, scusami, se sono io a dover parlare, perché tu continui a scrivere dialoghi?
Eh... mi piacerebbe che, prima o poi, scrivesse qualcosa anche qualcun altro.

postato da: MrCaesar alle ore 11:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:scambio
sabato, 31 ottobre 2009
Che cos'è, dunque, l'esperienza?
Penso, mio caro Ipotalamo, che l'esperienza sia l'insieme dei ricordi delle azioni e delle sensazioni che abbiamo vissuto e appreso.
Ma tale definizione, Epididimo, non la renderebbe in alcun modo dissimile dalla memoria, se non vi fosse qualche caratteristica peculiare dell'esperienza estranea alla memoria.
Credo di avere un'idea a proposito di uno degli aspetti a cui ti stai riferendo.
Ti ascolto. Parla, dunque.
Ogni uomo ha una propria storia personale, formata da concetti, fatti e sentimenti conoscibili a lui e lui solo. In questo l'esperienza è unica e irripetibile, perché strettamente connessa al vissuto del singolo.
Ciò che dici è vero, ma trascuri un particolare. Come è vero che ogni uomo ha dentro di sé memoria del suo passato, così - non puoi negarlo - persone diverse possono vivere nella stessa condizione e sperimentare, simultaneamente o no, le medesime condizioni.
Stai dicendo forse che le persone in questione avranno la medesima esperienza?
Non in toto: potranno riscontrare di avere, nella propria storia personale, tratti comuni.
Ciò che mi lascia perplesso, Ipotalamo, è come possano riconoscere, in tracce del trascorso altrui, aspetti relativi e paragonabili al proprio. Sarebbe il caso, questo, di una riduzione operata a partire da termini del tutto generali per approdare nel terreno dell'assolutamente individuale.
La cosa risulta comprensibile, Epididimo, se consideri che, nel complesso, la comunicazione non è altro che l'astrarre concetti del tutto individuali trasformandoli in una rappresentazione assolutamente generale.
Approdiamo allora al fulcro della questione. Continua a scrivere dialoghi per tentare di trasmettere, in qualche maniera, la propria esperienza personale mantenendosi, però, in un'ottica generale.
In modo da permettere a chi volesse di ricondurla dal generale al proprio caso particolare.
Ora la questione diventa, Ipotalamo, cosa lo spinga a cercare questa condivisione.
Un argomento troppo corposo perché possiamo affrontarlo oggi, caro Epididimo.

postato da: MrCaesar alle ore 15:11 | Permalink | commenti
categoria:apologie
mercoledì, 21 ottobre 2009
Che cos'hai?
Niente.
Non si direbbe.
Beh, forse qualcosa c'è.
Dunque, che cosa c'è?
C'è che non mi va di parlarne.
(Incalzante) Ti ascolto.
Oggi no.
Perché?
Oggi va così.
Passerà?
Probabile.
(In tono mellifluo) Me lo fai un sorriso?
Ora come ora, dovrei impegnarmi troppo.
Non bisogna essere tristi, ma pensare sempre in positivo. Le difficoltà vanno affrontate sorridendo.
E si stava meglio quando si stava peggio. Ti dimentichi le mezze stagioni.
Essere ottimisti aiuta.
Essere realisti ricorda che non tutto si risolve con una risata o una frase gentile.
(Insistendo) Cosa posso fare per tirarti su di morale?
Smettere di tentare, ad esempio.
(Con decisione) Non ti riconosco. Questo non è il tuo solito umore.
Solo perché di solito non sono così, non significa che non mi sia concesso esserlo ogni tanto.
Ti preferisco nell'altro modo.
Preferirei che tu non preferissi.
Perché continui a scrivere dialoghi?
Preferisco non parlarne.

postato da: MrCaesar alle ore 10:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:umore
domenica, 11 ottobre 2009

Non me l'aspettavo.
Neanch'io, francamente. È successo tutto all'improvviso.
Ed è durato un'eternità.

Silenzio.

Domani non ci ricorderemo più di questa serata.
Chi lo sa?
Vuol dire che... vuol dire che tu te ne ricorderai?
Forse.
(Con stupore) Oh.
(Tranquillizzante) Ma non sarà un ricordo spiacevole.

Breve pausa.

Spero che non lo sia, per te.
Non so ancora se sarà un ricordo.
Resta qui con me ancora un po'.
Non mi muovo.

Lungo silenzio.

(Fra sé) Dannazione.
Che c'è?
Odio le contraddizioni. Si può odiare una causa ma amarne l'effetto?
Spiegati meglio.
Detesto queste serate mondane. Ma se stasera non fossi venuto, non avrei mai potuto conoscerti.
Io invece amo queste serate. Faccio parte di coloro che amano la causa, se capisci cosa intendo.
(Abbattuto) Ah.

Silenzio.

Rimarrei ore a parlare con te.
Anch'io.
Mi fa piacere.
Però, perché continui a scrivere dialoghi?

Cerco di correggere i ricordi per imparare ad amare le cause.

postato da: MrCaesar alle ore 12:31 | Permalink | commenti
categoria:sentimento
giovedì, 01 ottobre 2009
Devo confessarti una cosa che mi ha fatto stare male per un sacco di tempo.
Ti ascolto.
Due settimane fa ti avevo detto che avevo avuto una promozione. Beh, non è così. Quella promozione l'ho ottenuta soltanto oggi. Non ti ho detto subito che mi era stata negata perché per me era un periodo difficile; sapere di averti deluso mi avrebbe dato delle preoccupazioni in più. Avevo qualche problema a dirtelo in modo diretto.
Non mi interessa.
Capisco se ti senti in collera con me.
Stai tranquillo, non lo sono.
Il fatto è che volevo darti la notizia nonappena ne fossi sicuro: ora che la promozione è mia, rispetto a prima non è cambiato nulla.
Potevi far finta di niente, allora. Perché hai deciso di dirmelo?
Mi sentivo male a tenerti nascosto qualcosa. Il nostro rapporto si è basato sulla sincerità fin dall'inizio, volevo essere onesto con te, come sempre.
Ti ripeto che non mi interessa. Ti volevo bene prima come te ne voglio adesso. Non mi dà problemi la tua posizione lavorativa, se vuoi puoi anche tenermi all'oscuro di tutto. L'unica cosa che mi interessa è che tu, di posizione, ne abbia almeno una. Tutto qui.
Ti voglio bene anch'io.
C'è solo una cosa che non mi è ancora chiara del tutto.
Ovvero?
Perché continui a scrivere dialoghi?
Lo faccio per essere onesto senza dire le cose apertamente.
postato da: MrCaesar alle ore 16:35 | Permalink | commenti
categoria:attualitÃ